MA E' BELLA PERO'!
AVREI VOLUTO SCRIVERE UN LIBRO CON QUESTO TITOLO, MA FORSE E' MEGLIO COMINCIARE DA UN BLOG. QUESTO E' UN BLOG DEDICATO A MIA FIGLIA SARA, LEI è UNA RAGAZZA BELLISSIMA (NON PERCHE' E' MIA FIGLIA S'INTENDE) SARA E' AFFETTA SIN DALLA NASCITA DA UNA TETRAPARESI SPASTICA MOLTO GRAVE, MA NON DEV'ESSERE PER FORZA UNA COSA TRISTE, ANZI! DA QUI' LA DECISIONE DI VOLER PARLARE DI LEI E DI COME SI PUO' AFFRONTARE LA VITA IN MANIERA POSITIVA E SOLARE NONOSTANTE TUTTO.

 BUON 2007 A TUTTI!!!

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Postato alle 17:24 di domenica, 31 dicembre 2006


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 La Favola del re sul sofà e il libro "cuore".

Non riesco a raccontare le favole ai miei figli, non so il perchè, ma non mi riesce propio, e dire che io da piccola ero una tiranna da quel punto di vista! 

Non ne avevo mai abbastanza, quando mia madre ne finiva una doveva averne pronta subito un'altra, altrimenti non le davo pace. Ma con tutta la sua buona volontà non poteva inventarne sempre così su due piedi,  allora ricorreva alla cronaca mondana, così la favola della principessa (triste) Soraia, alla fine si riscattava e dopo essere spodestata dallo Scià  si sposava con un ricco Maragià che ogni giorno la ricopriva d'oro tanto quanto pesava...

Oppure mescolava le favole classiche e così la principessa Raperonzolo diventava "quella che non sapeva cucire" e allora la mandavano dalla maga del cucito che abitava in una torre altissima, ma a lei non piaceva ricamare così faceva crescere le trecce per potersi liberare con l'aiuto del principe dei disegni cioè uno al quale non importava un cazzo se non sapevi ricamare perchè lui preferiva i disegni...(tra l'altro quel particolare era riferito a me).

Ma quando io divenivo insintente che propio non ne poteva più ecco che attaccava con la sua preferita.

"C'era una volta un re seduto sul sofà che diceva alla sua serva-Raccontami una storia- e la serva cominciò.

-C'era una volta un re seduto sul sofà che diceva alla sua serva- Raccontami una storia- e la serva cominciò....

Un giorno però alla zia Rita venne un'ideona  mi regalò "Cuore"il primo dei due libri il secondo era "Ti confido il mistero della vita" o meglio me l'ho imprestò perchè poteva servire anche alle sue future nipoti, era un saggio per poter insegnare alle ragazze in modo mooolto ma mooolto delicato come si concepiva...ma questa è un'altra storia.

Torniamo a Cuore...ero già più grandina quando l'ho ricevetti, e potevo leggermelo da sola, ma, il fatto è che ormai avevo già ben chiari i miei gusti letterari, mi piaceva l'avventura e il mistero, mi ero già divorata "Il richiamo della foresta " e stavo per iniziare "Dave Coppierfild" ma mia madre insisteva per farmi leggere Cuore! Il fatto è che dopo le prime due pagine non riuscivo propio ad andare avanti.

Così anche se sapevo già leggere si offrì lei di leggerlo ad alta voce per me.

Così capitolo per capitolo, ascoltavo come quando da piccola mi raccontava le fiabe le sue parole, incantata, tranne che per il fatto che non riusciva mai a finire una pagina senza versare fiumi di lacrime, forse anche per quello non ho mai digerito Cuore.

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Postato alle 11:10 di sabato, 30 dicembre 2006


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Il gioco del libro vicino.

Il gioco funziona così.
Prendere il libro più vicino.
Sfogliare sino a pagina 123.
Contare le prime 5 frasi della pagina.
Riportare nel blog le 3 frasi seguenti.
Suggerire il gioco ad altri 3.

 
L'amicizia oltre la vita
(del mio amico Mattia  Esse.)
"Che dici andiamo?" Chiese Giacomo a Hel.
"No vai pure, io aspetto il mio amico, vogloi salutarlo."
Hel dovette attendere più di mezz'ora prima che Mattia uscisse tra i tavoli del pubblico, mentre alcuni del gruppo erano già fuori da tempo.
Mattia si avviò verso il banco del bar.
"una birra" ordinò al barista.
"non salti più sul palco?" Gli disse Hel  prendendolo alle spalle.
Mattia riconobbe subito in quella voce quella di Hel, ma fu sorpreso, non si aspettava che sarebbe andato a salutarlo.

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Postato alle 10:15 di giovedì, 28 dicembre 2006


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 BUON NATALE A TUTTI!

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Postato alle 14:28 di domenica, 24 dicembre 2006


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 LE CERTEZZE DI NANODIMEZZO.

Guardando una famosa pubblicità di assorbenti, nella quale la tipa si sente elettrica:

-Mamma, hai capito li devi comprare, se no poi ti vengono!

-Cosa?

-quelle cose che ti fanno stare male!

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Postato alle 15:41 di venerdì, 22 dicembre 2006


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LE DOMANDE DI NANODIMEZZO.

N:-Mamma.-

Io:-Dimmi tesoro-

N:- Tu e papà facete sexo?-

Io:- Glom (deglutisco), si tesorinodellamammacurioso, certo perchè?

N:- Perchè io vi vedo eh!

Io:- No un momento, quando ci vedi?

N:- eh...quando vi state baciando facete sexo!

 

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Postato alle 15:16 di mercoledì, 20 dicembre 2006


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 Bebytititta in "come ti faccio scappare il nordico invadente"

Stamattina mentre pucciavo le mie floride chiappe nel tepore dell'acqua, e mentre mi trastullavo nelle onde dell'idromassaggio, mi è venuto in mente un fatto  assai divertente accaduto in vacanza quest'estate.

Abbiamo scelto un super organizzato Camping village, dove  non ti viene neanche la voglia di uscire per vedere almeno in che posto sei, tanto tu sei li e hai a disposizione tutto quel che desideri.
Coi nanetti poi è ancora meglio, se vuoi puoi parcheggiarli al "baby club" al mattino e riprenderteli con comodo alla sera belli cotti per la nanna.
Ma io e papapluto non siamo così degeneri e ovviamente in un posto così organizzato pensato per tutti, si va tutti (appunto ) in piscina per piccoli.
La piscina per piccoli non è la solita pozzanghera putrida, è un vero e propio atollo del pacifico, con tanto di isolotto in mezzo, e finta canoa indigena con cui giocare.
Papapluto è un tipo previdente e già dal primo giorno si accorda con i bagnini per tenerci occupate le sdraio migliori, complice la Sara.
E in fatti ogni mattina quando aprono, per fare entrare l'orda  che corre per accaparrarsi il posto migliore, noi con comodo ci dirigiamo verso i nostri asciugamani già sistemati sulle sdraio.
Siamo sistemati in riva alla piscina piccola dove c'è un  invito tipo bagnasciuga naturale, ideale per i tipini come Bebytititta che deve prendere ancora confidenza con certe cose.
Mentre nanodimezzo bebity e papapluto si divertono nell'acqua io e Sara ci godiamo i raggi benefici del sole.
 All'improvviso verso le undici e trenta, ecco che ti arriva la classica famigliola nordica, e dove si piazza con passeggini, salvagenti, giocattoli e chi ne ha più ne metta?
Nell'unico posto rimasto libero e cioè nella striscia di terra tra l'acqua e  noi.
Ma siccome non c'è posto per loro, decidono di piazzare li tutte le loro cose compreso il bebè più piccolo (6-8 mesi circa) bianco come il latte con la sola protezione un fazzolettino rosso in testa.
Lo piantano li, seduto sul bagnsciuga e loro si mettono un po' più in la con gli atri loro figli e amici che nel frattempo han trovato da sistemarsi
Io li guardo con l'aria interrogativa di quella che dice:" ma mi piazzi quà il pupo?"  Loro sorridono e bofonchiano qualcosa nella loro lingua.
Boh!
Arriva Bebytititta che guarda perplessa il piccoletto davanti a me che gioca con la sua palla, e ovviamente vorrebbe riprendersela ma siccome non ha il coraggio di portargliela via, viene a pigolare da me, pensando  che fosse  facile riprendersi una palla da un pupo cosi piccolo. E così incomincio a intonare una di quelle cantilene sceme che si fanno di solito un queste occasioni-Bel pupino mi dai la pallina che è della Martina? mia mia mia tua miamia mi- Come faccio per prenderla sto coso incomincia ad urlare, da lontano il nordico padre alza la testa apre un occhio sorrido in direzione magari capisce che la situazione sta degenerando e forse si riviene a riprendere il pupo, ma niente sorride alza la mano tanto nel frattempo il suo cosino si è ripreso la palla di bebytititta e ha smesso di piangere così papanordico abbassa il testone e riprende a ronfare.
Mi rassegno e spiego a bebity che non si deve essere egoisti che bisogna giocare assieme anche agli altri pupetti piccolini...insomma tiro fuori tutta la mammapremurosacheinsegnalebuonemaniere che cè in me. Anche lei sembra rassegnata in realtà sta già covando vendetta.
Il giorno dopo stessa situazione, aprono i cancelli orda di bagnanti che corre per un posto al sole, noi con comodo ai nostri, e verso mezzogiorno puntuale come il mal di pancia ecco la famiglia nordica, che si piazza al suo posto preferito.
Ma stavolta però non è stata così fortunata e gli tocca stare li abbarbicata sulla cinta della riva con pure il fastidio delle foglie secche delle piante che cadono.
Non sembra preoccuparsene più di tanto loro sono sempre contenti, salutano e io gli rispondo fulminandoli con lo sguardo, io ho capito cosa pensano di fare, ci vogliono stancare vero? Così noi stufi di sta invadenza ce ne andiamo al più presto è così? Mia cara penso guardanto mammanordica hai trovato il pane per i tuoi denti.
Intanto Bebity sta già mettendo in atto il suo piano,
accovacciata dentro all'acqua guarda assorta verso di me e io, in un nanosecondo capisco cosa ha in mente mi alzo per andare a prenderla prima che accada l'irreparabile, ma non ce la faccio ormai il danno è fatto.
La prendo dando un occhiata cercando di non farmi tanto notare,  mi sembra una foglia secca tra le tante, così penso prima a ripulire bebity,  corro in bagno, quando però torno armata di una salviettina per riparare al fattaccio, trovo sul luogo del misfatto il sederone di un papalone che ignaro filmava i suoi pargoli che sguazzavano più in la.
Faccio finta di niente, tanto ormai, che devo fare andare dal papalone, e dire: Mi scusi ... sa, si è seduto sulla cacca di mia figlia se si alza cerco di ripulire un po'magari anche sul suo sederone...no no sarò vigliacca ma è meglio di no, preferisco andare a dirglielo ai bagnini, che dopo un po' han provveduto a pulire. Ma non subito però he he.
Infatti, pian piano devo dire senza quasi farmene una colpa, ecco che la famiglia nordica se ne va, voglio dire se ero io mi sarei precipitata fuori raccogliendo le mie cose in fretta e furia, ma loro no, all'inizio sembravano non essersi accorti di nulla, ma poi ad uno ad uno si sono dapprima spostati più in la e poi sono usciti e non sono più ritornati nei giorni successivi.
mitica bebity!

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Postato alle 17:08 di domenica, 17 dicembre 2006


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AL BAR.

  Giorni fa siamo stati in un bar in centro, di quelli dove tutti si conoscono il tipico baretto di paese.
Ci sediamo la tavolino prescelto, ad aspettare che passi il barista a fare l'ordinazione.
C'è un viavai, di gente è un posto molto accoliente e ti mette subito a tuo agio.
Il padrone  del bar che serve anche ai tavoli si chiama Severino,
e si fa chiamare simpaticamente da tutti per portare le ordinazioni.
-SEVERINO- fa uno la in fondo.-UNA BIRRA GRAZIE.-
-SEVERINO- fa un altro - UN CAFFE' E UNA CIOCCOLATA.-
Insomma, Severino di qua, severino di la, chissà cosa deve aver pensato nanodimezzo, perchè all'improvviso si alza e rivolto all'attenzione, del barista dice:-SEDERINO, MI PORTI IL GELATO?-

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Postato alle 15:53 di mercoledì, 13 dicembre 2006


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 Le foto lontane.

Oggi mentre facevo pulizia in soffitta, mi ritrovo in mano una vecchia scatola di latta, di quella dei biscotti Lazzaroni. Sorrido al pensiero di cosa c'è dentro, sono fotografie di un lontano passato. Decido di riguardarle, e scendo con la scatola sotto il braccio.
la poso sul tappeto davanti al camino, poi guardo tra i cd e prendo quello della Carmen Consoli, per creare l'atmosfera giusta, e...massì anche un bel bicchiere di vino bianco fresco
è quello che ci vuole.

Mentre la musica si diffonde nell'aria, apro quello che per me in quel momento rappresenta un piccolo tesoro, e vengo catapultata indietro nel tempo di almeno cinquant'anni, le foto appartengono ai miei genitori coi loro amici parenti momenti di vite vissute.

La prima foto che prendo è quella di mia madre all'incirca doveva avere vent'anni è pettinata e vestita come le attrici di allora, in questa particolarmente assomiglia alla Mangano, quando girò "riso amaro" doveva essere una delle sue preferite, forse la aveva vista  dal vivo quando venne dalle nostre parti per girare il film, per lei era un motivo di orgoglio in più perchè per arrotondare faceva  la mondina.
In un altra ha lo stesso taglio di capelli della Odrey Erphurm in "vacanze romane"capelli corti frangetta sbarazzina, solo che al posto di essere in sella alla vespa era su di un cavallo, lo sguardo sognante e fiero.

Poi prendo quelle di mio padre, lui in quasi tutte ha lo stesso sguardo e lo stesso sorriso timido un po' impacciato (un po' alla Papa Ratzingher) non doveva trovarsi molto a suo agio davanti all'obbiettivo.

L'unica foto in cui sono assieme è quando lei aveva il pancione, ma però era già cambiata molto.
In una molto piccolina c'è mio papà giovanissimo alle prese con quello sarebbe diventato il suo lavoro, sorridente abbarbicato su di un tetto in costruzione, si vedeva che stare li in cima al mondo (come lui amava dire) gli dava già parecche soddifazioni, mia nonna soleva dire che solo un pazzo come lui poteva fare un lavoro simile, e  adesso l'ho capito anch'io, non c'è niente di più bello che camminare in alto soppra tutti, è un evasione e ti fa sentire un po' super.

E' la volta di una foto grande, mi vien da sorridere perchè io grazie a quella immagine da bambina, pensavo che lei sapesse guidare un areoplano, invece era un grosso telo che grazie ad un buco al centro dove ti ci infilavi dentro ed ecco l'illusione del volo. "ricordo diVarallo "cè scritto.
Quanta tenerezza mi suscitano quelle immagini, sin'ora per me erano le foto da giovane di mia madre , ma oggi le ho viste sotto un'altra prospettiva, ho visto una ragazza bella che ha tutta la vita ancora da vivere, ha lo sguardo sognante pieno di speranza, in fondo quelli erano momenti duri era appena finita la guerra, e le loro speranze valevano il doppio.


Sono scesa da lei per riportargliele, magari manco se l'e ricorda più, ormai a ottant'anni suonati le farà di sicuro piacere. Le guarda ad una aduna sorride e incomincia a raccontare, mi sommerge di ricordi è molto felice il suo sguardo è ancora fiero, gliele lascio sono sue, le do un bacio sto un po' ancora con lei ad ascoltarla, papà se n'è andato glià da un paio d'anni, mi domando se l'ho mai ascoltato un po' prima che se ne andasse e mi sento un po' in colpa perchè ho sempre fretta.


 

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Postato alle 17:03 di domenica, 10 dicembre 2006


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 Le arti marziali.

Un sacco di amici di Nanodimezzo frequentano la palestra di judo, e così dopo varie insistenze ieri siamo andati a vedere la famosissima palestra.

L'ambiente era accogliente coi materassini per terra muro rivestito da legno e foto dell'insegnante che è una campionessa ed ha iniziato pure lei in tenera età.

Nanodimezzo si è tolto subito le scarpe e si è unito con entusiasmo ai suoi amici ed era l'unica nota di colore coi suoi pantaloni di velluto verde e maglia in tinta in mezzo a tutti i bimbi col kimono bianco che ad ogni movimento scendeva e dovevano correre dai rispettivi genitori o dalla Paola (insegnante) che prontamente sistemava il tutto.

Ben presto ebbe inizio il corso, tutti in fila per il saluto, dopodiche nessuno da più retta alla poverina che si sgola a dare ordini in giapponese(?) per richiamare alla disciplina.

Alla fine riesce ad avere la meglio ed inizia la lezione che è un allegro tafferuglio fatto di risa urletti capriole  corse sfrenate, -sembra inventato per i bambini- dico alla mamma di R. seduta di fianco a me. Mentre però noi poche mamme rimaste a guardare (le più ne hanno approfittato per sbrigare qualche commissione) ci divertivamo a guardare le prodezze die pargoli, il papà di F. seduto più in la lanciava ochiatacce e ordini al suo (povero) figlioletto che era tentato di unirsi alla baraonda degli amichetti ma dall'altra parte quel "capò" di suo padre non mollava, dopotutto lui era l'unico insieme a L. che aveva già la cintura gialla, ma mentre L. si divertiva a correggere se i suoi amici sbagliavano le posizioni, il povero F. non poteva distrarsi neanche un pochino.

Allora mi sono girata verso il papà di F. e fli ho fatto una linguaccia! oh

E ticche e tacche digudità il mondo quì è propio bello

Il sole splende il cielo è blu...

E ticche tacche digudità du du duù

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Postato alle 10:56 di venerdì, 08 dicembre 2006


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