Per tutti oggi è una giornata di festa, di importanza nazionale, per la mia famiglia invece è da sempre una giornata di festa, di tipo familiare. Infatti ci si riunisce tutti nelle cascine dove i nostri avi coltivavano i campi, i nostri padri bambini giocavano nei prati e pescavano nei torrenti.
E' bello rivederci tutti una volta all'anno, siamo in tantissimi ormai, ma non più tutti parenti, in comune abbiamo solo il cognome, Coi miei cugini ci si riunisce nella
cascina che fu dei nostri nonni, ogniuno porta qualcosa da casa, invece una volta era la nonna Pina a preparare tutto sulla vecchia stufa e al camino, poi se è bel tempo si dispone la tavolata fuori, mentre guardiamo i nostri figli giocare e fare le capriole, ci ricordiamo di quando eravamo noi a rotolarci e a nasconderci nei fienili, Verso la tarda mattinata prima di mangiare, si va tutti a messa, nella vecchie chiesetta medievale, con la processione, usanze purtroppo in via d'estinzione, anche qui, poi a pranzo, nelle cascine, chi fuori chi intorno ai focolari, al pomeriggio si fanno lunghe passeggiate (anche per smaltire, le cibarie ) si chiacchera spettegolando coi parenti che non si vedono da molto, e la giornata intanto passa, piacevolmente, lasciandoti quel calore nel cuore, che se anche non ci sono più i nonni, alcuni zii e mio papà,
è bello sentire quel senso di appartenenza...


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Oggi è il 25 Aprile, voglio riproporre un post vecchio di qualche mese, che riguarda i miei genitori.


Il PARTIGIANO E LA MONDINA.
Lui aveva sedici anni, e tanta voglia di fare.
C'era la guerra era il 1945, e quella notte decise che doveva farlo.
Tirò un respirone e via, giù dalla finestra per non fare troppo rumore,
non voleva svegliare i suoi fratelli che l'avrebbero di sicuro fermato.
Si ritrovò giù in strada il carretto lo aspettava più in la con gli altri.
-L'Alfonso è già arrivato?- chiese - Si Angelo son qui- Rispose
l'amico.
-Sssst - fece qualcuno- Non ci dobbiamo far sentire-
Alla finestra però la Pina sua madre guardava con le lacrime agli
occhi quel suo figlio ribelle che se ne andava via.
A dei ragazzi poco più che bambini cresciuti troppo in fretta la guerra
sembrava un avventura da non perdere, qualcuno aveva sentito che
in tutta Italia gruppi di giovanii come loro si stavano organizzando per
liberarla, dall'oppressione dei nazisti, e allora loro non dovevano
assolutamente essere da meno, cosi si diedero da fare come
potevano per fare qualcosa, si ma cosa? Il loro era un paesino
piccolo, e la guerra passava di striscio, ogni tanto passavano le
truppe tedesche a mo di ronda, si fermavano anche volentieri se
qualcuno offriva loro un pasto caldo, erano anche loro poco più che
ragazzi, e in un paese tranquillo di contadini erano rilassati, e non
facevano molta paura, ai più.
Ma però bisognava fare assolutamente qualcosa, si costituì così un
quartier-generale vicino alla stazione, li si decideva, erano in contatto
con altri gruppi di paesi vicini, la Pina ogni tanto alternandosi con
qualche altra mamma, portava i viveri.
-Topo-(era il suo sopprannome)- sta arrivando tua madre con il vin
brulè- disse l'Alfonso (il riccio) che era di vedetta.
Angelo esce fuori-Mamma stai attenta, potrebbero vederti!- le dice
con fare da duro, ma preoccupato.
-Non ti preoccupare - gli risponde dolcemente la Pina- sono stata
attenta io!
Quell'anno era un anno importante, e la guerra non è mai un gioco.
Un giorno Angelo e l'Alfonso dovevano stare di guardia alla stazione,
mentre gli altri avevano un appuntamento con qualcuno per delle
direttive.
Il qualcuno in questione era uno che la sapeva lunga, infatti li tradii,
tutti, si ritrovarono circondati in un attimo, e in un attimo giustiziati.
Angelo e Alfonso non sapevano nulla, erano li attenti alla stazione,
poi venne buio. Poi venne giorno, nessuno tornava, e loro intuivano
che qualcosa di brutto fosse successo qualcosa di terribilmente
brutto.
Decisero che era meglio nascondersi. Andarono in aperta campagna
dove avevano le cascine i fienili erano dei rifugi sicuri per il
momento. Nel frattempo le voci dell'uccisione dei partigiani già
faceva il giro del paese, buttando nella disperazione,le famiglie.
Fortunatamente Luigi, il padre di uno dei due, quei giorni era propio
in cascina, insieme ai figli maggiori perchè era tempo di mietitura, e
se li trovarono davanti impauriti.
-Ma che ci fate quì? che cosa è successo?- Chiese Luigi al figlio, -
Non abbiamo visto tornare gli altri, abbiamo pensato a qualcosa di
grave-
-Luigi, Luigi- si sentì urlare da lontano, era l'Armando vicino di casa ,
stava portando la notizia dell'accaduto. I ragazzi si nascosero nel
fienile, ma poterono ascoltare quello che l'Armando stava riferendo,
e cioè che i loro compagni furono attirati in un imboscata e catturati in
seguito fucilati dai tedeschi.
-Maledetti- sibilò Alfonso-
-ssst- lo zittì Angelo, ma l'Armando era un amico e invitati dai fratelli
uscirono fuori e tornarono poi a casa con il cuore gonfio di amarezza
e di dolore.
Pochi mesi dopo alla radio dissero che la guerra era finita,
finalmente, grazie anche ai partigiani, ed il loro pensiero andò subito
ai caduti a tutti quei ragazzi che avevano dato la vita gratis per
liberare l'Italia.
*****************************
Lei, ragazza romantica ma anche determinata, Lavorava come
operaia in una fabbrica tessile in città.
Maria si alzava ogni mattina alle quattro per inforcare la bici ed
arrivare in orario sul posto di lavoro. Erano le prime fabbriche del
dopoguerra, e si sentiva una privilegiata ad aver trovato un posto
propio li.
Ma era figlia di contadini che la guerra aveva impoverito, e la sua
paga doveva darla in casa, tutta, così quando tornava dal turno,
andava in risaia, a fare la mondina.
La mondina era un lavoro duro molto più di quello al coperto in
fabbrica, ma a lei piaceva moltissimo, perchè era con le sue amiche,
e si cantava a squarciagola, e poi aveva il ruolo di capacora, mica
roba da poco eh!
Il lavoro nelle risaie le permetteva di avere qualche piccolo sfizio, e
di pettinarsi come la sua attrice preferita, la Silvana Mangano, l'aveva
vista anche da lontano, mentre recitava nell film "Riso amaro" girato
propio nelle risaie vicine.
Qualche volta la sera andava anche in balera poteva entrare senza
pagare il biglietto e consumare gratis perchè i soci propietari erano
suo fratello e suo cugino, ogni tanto aiutava al bar.
***********
La guerra era finita da un pezzo ormai anche i ricordi brutti erano
lontani, ma Angelo che aveva grandi ambizioni non era stato molto
fortunato. Aveva avuto un amore grande e si era sposato, ma una
brutta malattia gliel'aveva portata via. Tuttavia bisogna sempre
guarade avanti, I lavori della casa che aveva sognato con il suo amore erano fermi, ma nella vita non si sa mai. Impazzavano gli anni sessanta. Quella sera andò in balera.
La vide subito, lei stava servendo al bar, si avvicinò anche lei lo
guardò e pensò <poverino è vedovo> -Cosa ti verso Angelo?-
Anche se non si erano mai parlati prima in un piccolo paese tutti si
conoscono e non è raro che ci si dia del tu al primo incontro.
-Mmm un bianchino, grazie- rispose gentile lui- Ti fa lavorare qui tuo
fratello?- azzardò per attaccare discorso-
-No.- rispose- -do solo una mano- sorrise.
<Che bel sorriso > Pensò lui.
<Che tenerezza mi fa> Pensò lei.
Per farla breve, Maria e Angelo si sposarono un anno dopo, e dopo
un anno dal loro si, naqui io. Questa è a grandi linee la storia dei miei
genitori, una storia sempice come tante, ma che merita un post sul
blog della figlia.


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Cosa c'è di meglio che un giro in altalena...
L'aria nei capelli,
la brezza sulla faccia
quel dolce dondolio che ti rilassa...
Quella mia poi è sempre la stessa da anni,
ne avevo sette quando arrivò a casa ,
e d'allora è diventata il mio regno.

Ancora oggi appena posso mi ci faccio coccolare, mi metto a testa in giù come facevo una volta e sembra che il tempo non sia mai passato.
C'è ancora il prato dove spensierata facevo le capriole,
non ci sono più il fico, i peri, il pesco e il nocciolo,
ma a testa in giù non sembra...
chiudo gli occhi e in fondo l'odore è rimasto uguale.
Ad un certo punto mia madre mi chiamava.....

Apro gli occhi, sono ancora a testa in giù.
Due faccine mi guardano alla rovescia con l'aria da rimprovero . mani sui fianchi:
" Checcifai sulla NOSTRA altalena? "
" Giovani! La mamma era immersa nei ricordi sulla SUA altalema semmai! "
Attimo di silenzio per pensare...
" Evvabene....puoi starci, ma solo un pochino, poi tocca a noi capito? "
" Ok daccordo, ma adesso aria che è il mio turno! "
Dopo un nanosecondo.:
" Allora? .... "
La povera Unachicca con l'aria colpevole (perchè i nani ingrati la fanno sentire così) alza le chiappe da quello che fu il suo regno per cederlo alle generazioni che avanzano...


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Autoritratto di Martina
.
Luca in cortile.
Per gentile concessione della galleria d'arte di giovani artisti in erba della scuola materna di cui i suddetti fanno parte.


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Che giornata splendida, passata tranquillamente a casa, con una mega grigliatona, l'aria piacevolmente tiepida ci ha permesso di pranzare giù al gazebo, il cibo succulento, un buon bicchere di vino, i nanetti si rotolavano nel prato felici, una leggera brezza ogni tanto ci investiva coprendoci di petali di fiori di ciliegio.
Capisco i giapponesi, e capisco il loro disappunto per non averne goduto quest'anno.


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Auguri da Unachicca.


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" Mamma "
" Si "
" mi devi comprare Spaidermen ok? Domani quando vai a fare la spesa me lo compri. "
" Tesoro ma ce l'hai già! Anzi ne hai già due, uno rosso e uno azzurro che tirano calci e fan <hai, pow, bum, crash..>."
" ma adesso è uscito quello nero e quello non ce l'ho "
" ok ok allora rimedierò " <Tanto poi si dimentica > Penso.
" Mamma."
" Si "
" Mi compri Accionmen ? "
" Un altro? "
" Si quello con lo squalo che lo morde, adesso ho solo quello col delfino che è suo amico "
" Mamma, Mi devi comprare Mr Incredibole "
" Seeeee... vai da Elastic allora..."
" No quella gliela compri per la Martina...."
" ... "
" Si si..io oio euic e..pimpelle...! (traduzione dal bebitittese: <si io voglio le winks e le principesse> )
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BASTA NONE' POSSIBILE NON PASSA GIORNO CHE VOGLIONO QUALCOSA BASTA. QUA' CI VUOLE UN IDEA.
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Così. mentre vago raminga per un centrocommerciale passando davanti agli accessori per pc mi fermo per cercare le cartucce per la stampante, guardo verso le risme di carta, dove c'è anche quella per le foto, quella da stirare sulle magliette...

ZAP! all'improvviso un idea! Arraffo un pacco di fogli per stirare e...
ecco qua!
" Vuoi i Power Ranger ? Allora con questa maglietta tu sarai il loro capo. "


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Sabato era l'anniversario delle mie nozze 
Ma no...no non voglio tediarvi con la descrizione dell'abito della cerimonia e delle foto ...
no.
Beccatevi quelle del viaggio di nozze.
prima parte.


Arriv o all'aeroporto Kennedy di Newyork .

IL Roby, (Papapluto) che fa Fonzie



Io che mi sento una di quelli di Saranno Famosi 


La Statua della Libertà vista da sotto (che fotografa eh)



E in fine le Twin Towers, Fotografate dal patio interno dove c'era quella sfera delle foto di prima.
Praticamente l'ex World Trade Center.
Mi fa tristezza pensare che tutto questo non c'è più.


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