lunedì, 28 maggio 2007
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Unachicca da piccola aveva un amica: Erre.
Erre e Unachicca sono cresciute assieme per due settimane l'anno.

Si erano conosciute (se così si può dire)  a pochi mesi di vita, ad un servizio fotografico, organizzato dalla Mamma di una e dalla zia dell'altra che essendo amiche,  desiseravano che le fanciulle si frequentassero fin da piccole.

Erre però non abitava nel paaese di Unachicca, ma ci andava a passare le vacanze, ospite dalla zia, che era vicina di casa di Unachicca.
 



In verità anche se per due settimane erano inseparabili, i caratteri non erano molto compatibili, a volte capitava che Gi il fratello gemello di Erre, correva a dividere le due mentre si tiravano i capelli, ma come accade spesso tra bambini, poco dopo, tutto era già superato.



Così per due settimane, anno per anno il tempo passa.

Nel periodo dell'adolescenza, le due hanno avuto qualche malinteso, ma quella è un'età difficile, e un piccolo diverbio può diventare, un solco invalicabile.... Praticamente, un orario concordato male. Quella volta Unachicca, era stata invitata ad un compleanno, ma si era dimenticata di dirlo a Erre, che l'aveva presa molto male.



sono passati parecchi anni ormai, ognuno ha la sua vita, la zia di Erre a volte racconta di lei a Unachicca, Ma le due non si sono più incontrate.


**************


Qualche mese fa, Unachicca va con la famiglia da Mc Donald, e chi ti incontra alle casse?

Erre! Propio lei! Con marito e figli.

Unachicca felice, si fa subito avanti:

" Erre! sei propio tu? Ma ciao come staiiii??  "

Di risposta Erre si gira con lo sguardo di una mucca che rumina, e un'espressione di circostanza:

" Bene grazie " Stop.

La povera Unachicca ci rimane di merda, prende il suo vassoio e si avvia verso il tavolo con la famiglia festante, si volta ancora verso ormai l'ex-amica  che con lo stesso sguardo bovino si avventa sulle patatine, mentre il marito le parla parla, lei sembra quasi assente...

<< Mah...>> Pensa Unachicca,  <<
Forse non  mi ha riconosciuta, forse sono ingrassata troppo, però anche lei è ingrassata parecchio e io l'ho riconosciuta subito, non credo che quella volta se l'è legata al dit
o era una tale scemata..>>

Mesta esce dal locale, dando un ultima occhiata attraverso le vetrine per vedere se magari a Erre tornasse la memoria, ma niente, stesso sguardo bovino, perso nel suo cibo.


La vendetta.

Qualche giorno fa, Unachicca  paseggiando incontra di nuovo Erre, questa volta è in compagnia di un'altra amica in comune, Esse. 
Quest'ultima attira l'attenzione sbracciando verso Unachicca, che le va incontro conversando amichevolmente, ma non guardando mai verso Erre, che rimane impassibile.
Allora Esse, ignara di tutti invita l'amica a voltarsi, e Unachicca, allora con semplicità dice:

" Toh" Erre, ma lo sai che non ti avevo riconosciuta? "
Avrebbe voluto aggiungere: << ti avevo scambiata per sua suocera >>  Invece ha detto soltanto:
" Sei cambiatissima..." Alludendo al fatto che aveva preso almeno quaranta chili.

Detto questo Unachicca si congeda e sculettando si allontana.

(non che  Unachicca sia una strafica, ma la soddisfazione a volte merita una bella sculettata.)
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scervellato da: unachicca alle ore 15:44 | Permalink | commenti (10)
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sabato, 26 maggio 2007
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La cosa più bella e divertente che ho fatto oggi?

Cogliere le ciliege.

Ero sola in cortile, anche i miei vecini non erano a casa, così senza pensarci mi sono aggrappata ai rami, e una dietro l'altra, a manciate finivano nella mia bocca.

Sentivo il succo, dolce che con dei rivoli scendeva dalle mie labbra, sul mento, giù per il collo, giocavo coi nocciolini sputandoli lontano per vedere fin dove arrivavano, qulcuno si infilava nella scollatura del leggero vestito, e si fermava in mezzo al seno.

Ho fatto anche parecchie pirolette, come facevo una volta per far svolazzare il vestito, sentire l'aria fresca che sale sulle gambe...in mezzo alle cosce... stava incominciando a piovere, allora ho alzato la testa, e ho lasciato che l'acqua mi bagnasse il viso...

****

**

*

Devo aver esagerato, perchè adesso son quì col mal di pancia, però..che bello a volte lasciarsi andare...

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scervellato da: unachicca alle ore 19:17 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 22 maggio 2007
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Siamo a Milano, per la visita semestrale alla schiena di Sara, davanti all'ospedale dei bambini, c'è un meraviglioso negozio di giocattoli, pienoi di ogni meraviglia, messo li apposta, così che ogni genitore, si senta in dovere di entrare, se non altro per fare, pesare di meno al pargolo una giornata passata tra i dottori.


Luca e Martina, ormai lo sanno, e tutte le volte che accompagnano la sorella, la tappa è obbligatoria.



Ieri però, stranamente, Nanodimezzo non  ha preteso di entrare, anzi, non ha nemmeno lanciato la solita occhiata languida, Papàpluto ne aprofitta e affretta il passo, potrebbero cambiare  idea.



In macchina però:



" Papà? " Aiah.


" Si? " risponde papapluto preparandosi ad affrontare l'imminente capriccio.



" Allora adesso si va da ecatlon! " Propone il piccolo mostro, sapendo di contare sull'orgoglio sportivo del padre.



" Ma dovè <ecatlon> ? " 



Minimizzo io, che speravo di andare all'Ikea.



" Massimamma!! non ti ricordi? Ecatlon dove abbiamo preso la bici, la palla gialla, la tua pancera per la ciccia.!! "



" La pancera per la ciccia, " Ride papapluto, ovviamente gli fanno eco i piccoli ingrati.



" Va be, va be, ma cosa devi andare a fare da Decathlon? " Chiedo, per togliere di mezzo l'argomento <ciccia>.



" Devo comprare i pattini,  e anche le soppracciglia!!"



" In pratica? " Chiedo guardando papapluto che fa lo gnorri.



" Massi, vuole i pattini in linea,..."  Minimizza,  l'orgoglioso genitore.

" Anche le soppracciglia però eh! "



Rassegnata, passando davanti all'Ikea, faccio ciao ciao con la manina, manco sta volta vedrò il nuovo show room, e arriviamo al negozio per gli sportivi estremi, e non, Tutti corrono nella corsia dei pattini, e finalmente capisco cosa erano le soppracciglia: le protezioni (gomitiere ginocchiere

ecc. ecc.)



Nanodimezzo è così quando non sa il nome di una cosa gliene da lui uno a caso,  scelto tra le parole che gli sembrano più approppiate.

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domenica, 20 maggio 2007
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Sono stata invitata, dalla dottoressa burocrate, neuropsichiatra infantile  dell'Asl. Deve consegnarmi dei documenti da portare in un altro ufficio.
 
Dice.



 Va be son qui.



 Lei mi accoglie in modo formale, porgendomi la mano, e mi accompagna nel suo " immenso " antro.
L'ufficio, è  largo poco meno di due metri, e lungo circa tre, spero sia una cosa breve perchè  sento che mi viene  la claustrofobia.
Infatti, si accorge che le mancano alcune cose dalla cartella, esce pregandomi di attendere solo un minutino.



E allora attendo.



.....



Si dev'essere persa nei meandri dell'Asl.



  Mi guardo un po' attorno, mi metto più comoda, e oltre ad uso ufficio questo locale devessere anche adibito alle visite, perchè noto che dietro di me nel piccolo spazio ricavato sotto la finestra, è sistemato un tappeto di quelli dell'Ikea, con le stradine, giocattoli, raccolti in contenitori, e su mensole, penso che se qui con me ci fossero i nani...



La tipa non torna ancora.



Mi controllo le unghie, Alzo la testa per stiracchiarmi i muscoli del collo, sulle pareti sono appesi con lo scotch, dei poster, con personaggi appartenuti a qualche libro, di racconti, finito malamente, così le pagine ora capeggiano fiere sulle pareti.



L' ochetta, Lucia, si fa il bagnetto,  Il topino, Luigi, dorme beato sotto l'albero, La lepre Gilda, si pavoneggia col vestito nuovo, La Balena Bernarda, va la cinema...



Ecco uno spunto per pensare a qualcosa, tanto per rendere la mattinata quasi persa, almeno non inutile:



Ma perchè tutti gli altri personaggi hanno nomi normali e la povera Balena Bernarda no?



A cosa stava mai pensando l'ideatore  della favola?
A pinocchio? a Jona? mentre pensava al nome da darle passava di li una gnoccona?



Ritorna la burocrate scusandomi per avermi fatto attendere  ma ha incontrato la mamma di  G. un suo piccolo paziente e le ha fatto perder tempo, (il suo preziosissimo), Mi consegna le  scartoffie, raccomanandosi di portarle a destinazione subito, e col pensiero della Balena Bernarda, mi avvio all'altro ufficio,  rassegnata che ormai la mattinata è persa e sperando che almeno sia più largo, e senza poster con messaggi subbliminali.

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domenica, 13 maggio 2007
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  "  Bambini! siete sporchissimi, andiamo a fare il bagnetto! "

 " No mamma, ti prego il bagnetto nooooo!! "

 " No mamma, no 'gnetto....no,no "

" Ma siete sporchissimi!! Bisogna lavarsi, io mi lavo il papi si lava la Sara si lava, i vostri amichetti si lavano...."

 " tipregotipregotipregotiprego...no...."

 " No, no mamma...sniff-sniff..buuuuaaaahhhh no..."

 " Evabene..avete vinto, per oggi niente bagnetto "

 "  Urrà..."  " Yuppy!!..."

 " Bambini? chi vuole giocare con l'acqua? "

" Io io...evviva...posso portarmi spaidermen? e anche i gormiti? "

" Anch'io voio iocae con acqua..."

A volte basta dire le parole giuste...

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domenica, 06 maggio 2007
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Quando Unachicca e P. si sono incontrate la prima volta, erano poco più che ragazzine, e anche se non sono mai state in confidenza, la stima e la simpatia era reciproca.

P. era una bella ragazza minuta con un grande sorriso sincero, una buffa pettinatura e un velo di malinconia negli occhi grandi e marroni, Unachicca ha poi scoperto che quella buffa pettinatura era una parrucca, perchè P. spffriva di una grave forma di alopecia,fin da piccola.

Frequentava una brutta compagnia, ma  erano  un contorno per lei, difatti  spuntava come un fiore fresco in mezzo a quelli appassiti.

Unachicca l'ha rivista molti anni dopo,  i loro bambini frequentano lo stesso asilo, Unachicca è sinceramente contenta di averla rivista, così si sono conosciute meglio lei e P.

Unachicca le ha raccontato dei suoi bambini e in particolare di Sara, anche P. le ha raccontato della sua, che come Sara ha in comune un parto difficile, ma per fortuna tutto poi è andato per il verso giusto. Anche i mariti si sono conosciuti, il marito di P. è un gigante buono.

Poi siccome la sua Giulia  frequenta già le elementari, le loro strade si sono ridivise.

Qualche settimana fa, Unachicca ha rivisto P. al centro commerciale, non porta più la parrucca e sfoggia con orgoglio la sua testa calva, Unachicca le ha fatto i complimenti anche perchè grazie alla sua corporatura minuta sembra una ragazzina, P. sorride col suo bel sorrisone, non c'è più malinconia nei suoi grandi occhi marroni, adesso non fa più l'operaia, e i turni, ma ha trovato un lavoro come commessa in un negozio " in " del centro, anche grazie al suo nuovo look.

P. racconta a Unachicca che non è stato facile all'inizio anche per la sua bimba, ma ha dovuto perchè la parrucca le provocava irritazioni,  poi ha trovato per caso il suo nuovo lavoro, con il quale riesce a stare più vicino alla bambina, ed è contenta e si vede!

Unachicca si concede da lei e si sente felice, è propio vero che se il destino ti toglie, poi Qualcuno ti ridà anche con gli interessi.

Unachicca pensa che forse anche Sara un giorno avrà un dono...

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mercoledì, 02 maggio 2007
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Alla fine il momento tanto fatidico è arrivato anche quest'anno, Il cambio degli armadi.

Comincio dalla parte di Lui, e già mi vien voglia di smettere.

Mi faccio coraggio , allargo le braccia e tolgo l'ammasso informe di maglie magliette camicie calzini che si è formato sullo scaffale, sotto la parte alta del quattrostagioni, quello più comodo per intenderci.

Con un gesto da muratore butto tutto sul letto e incomincio a dividere le maglie di lana da quelle di cotone, mi viene in mano il maglioncino di chechemire, regalatogli in uno dei primi anniversari, che ciondolando col cartellino ancora attaccato sembra dirmi: " soffro di depressione da inutilità " Lo piego bene e lo metto da parte, pesco a casaccio nel mucchio e...il sottogiacca nero stile anninovanta, anch'egli col suo bel cartellino,  Il maglioncino di cotone azzurro, nuovo di pacca...

Quest'armadio mi semra di più un fondo di magazzino che un guardaroba!

Poi mi sento dire: " Ecco! Ti compri sempre cose per te e mai niente per me! "

Ma Santituttidelcreato! hai voglia a comprar cose se poi non le metti non le consideri nemmeno! Perchè per Papàpluto sono due le cose essenziali nel suo vestire:

D'inverno il pile cilamino (ancheperchè quello multicolor flou glielo fatto sparire)

D'estate la mitica camicia a quadretti bianchi e rossi, La tovaglia!.Photo-0134

La tovaglia, la chiamiamo così perchè sembra un tessuto da pic-nic che una camicia,

 ma lui la adora, non potrebbe farne a meno e si rammarica che quella volta ne ha comprata solo una rossa, perchè cerano anche verdi e blu!

E a me non resta che stare a guardare, mentre se ne va in giro così.

Ora non è che io sia una fanatica della moda o dell'eleganza o...chessò....

Ma almeno abbiniamoli sti colori!!! Mettimi sotto almeno una magliettina bianca o rossa, no! Turchese, coi pantaloni verdi...

E se dico qualcosa?

" OH non rompere eh!  Lo sai che a me piace inventare uno stile! "

Appunto...

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Ieri Luca che in foto imita il pic-nic, mi ha chiesto di fargli una maglietta con Spiderman, gli ho detto di scegliersi un immagine :

questa è quella che ha scelto .

Talis Padris.....

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scervellato da: unachicca alle ore 16:12 | Permalink | commenti (10)
da associare a..:marito, gusti, vestire, multicolor
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